giovedì 20 giugno 2013

nuovi colori iphone

l Wall Street Journal, celebre quotidiano statunitense che in passato ha dimostrato di avere notizie di prima mano da Cupertino, fornisce ulteriori dettagli sul nuovo iPhone di fascia media, quello che a noi piace chiamare iPhone color, per via della scocca in policarbonato che verrà offerta da Apple in varie colorazioni.
La prima notizia è che questo nuovo iPhone debutterà più avanti nel corso del 2013, probabilmente verso la fine dell’estate o all’inizio dell’autunno, pronto per essere venduto in grosse quantità nel periodo natalizio.
Per produrre una quantità sufficiente di esemplari Apple avrebbe già commissionato l’assemblaggio finale dell’iPhone Color a Pegatron, che dal 2011 assembla anche una piccola parte degli iPhone e dall’anno scorso anche gli iPad mini.
Secondo alcune persone ben informate dei fatti, Apple avrebbe deciso di affidare a Pegatron la produzione dell’iPhone color per motivi strategici, ovvero per diversificare i fornitori e non dipendere esclusivamente da Foxconn, che tradizionalmente ha assemblato la maggior parte degli iPhone prodotti fino ad oggi.
D’altra parte Foxconn lo scorso anno non è riuscita a garantire il livello qualitativo richiesto da Apple per la produzione degli iPhone 5, consegnando diversi esemplari con la scocca in alluminio graffiata per non aver preso le necessarie precauzioni ed aver costretto i dipendenti a lavorare a ritmi troppo elevati, incompatibili con la cura necessaria per assemblare l’iPhone 5 senza danneggiare l’elegante scocca in alluminio.
Il nuovo iPhone color dovrebbe avere un prezzo più accessibile del prossimo iPhone 5S, con cui condividerà il Retina Display da 4 pollici, ma non così basso da essere considerato uno smartphone economico. La maggior parte degli analisti ritengono infatti che il prezzo dovrebbe essere compreso tra i 350 $ ed i 400 $.

martedì 11 giugno 2013

iphone 5s

Presunto prototipo iPhone 5S

mac book pro

 

 
Al WWDC 2013 di ieri, Apple ha presentato in anteprima i nuovi Mac pro cui stanno lavorando. Sfortunatamente, il prodotto non è ancora pronto per l’introduzione sul mercato, e la ragione appare evidente: si tratta di una rivisitazione di tale importanza e profondità da richiedere ancora qualche mese di messa a punto.

In attesa di conoscere il responso preliminare degli addetti ai lavori (per quello definitivo, dovremo inevitabilmente attendere la commercializzazione del computer), qualcuno è già riuscito a posare gli occhi sul nuovo arrivato. Apple ha infatti predisposto al Moscone West una teca di vetro per ammirarlo da vicino in tutta la sua tubolare magnificenza, senza tuttavia che si potesse toccare né provare.
Il nuovo Mac Pro è grande una frazione dei modelli attuali, quelli introdotti nel 2010 e marginalmente aggiornati nel 2012; si tratta delle medesime unità che non sono neppure più in vendita in Europa per mancanza di conformità alle leggi locali sui prodotti inquinanti. Nonostante un form factor nettamente meno ingombrante, il Mac Pro di prossima generazione include un connettore HDMI, quattro socket USB, sei porte Thunderbolt 2 e due porte gigabit Ethernet.
“Progettato intorno a un rivoluzionario core termico unificato,” scrive Apple in un comunicato stampa stamane “il Mac Pro introduce un’architettura desktop pro completamente rinnovata e un design ottimizzato per le prestazioni, dentro e fuori. Con la prossima generazione di processori Xeon, due GPU di classe workstation, Thunderbolt 2, archiviazione flash basata su PCIe e memoria ECC ultrarapida, il nuovo Mac Pro racchiude in un case incredibilmente piccolo,alto appena 25 cm, un’incredibile quantità di potenza.”
Sull’argomento, il vice presidente senior del marketing mondiale di Apple Philip Schiller, ha dichiarato:
“Con gli ultimi processori Xeon, due GPU FirePro, memoria ECC, archiviazione flash basata su PCIe e Thunderbolt 2, il tutto costruito attorno a un rivoluzionario core termico, il Mac Pro di prossima generazione è il Mac più radicale di sempre. Tutte queste prestazioni e capacità di espansione sono racchiuse in un nuovo design completamente riprogettato, che occupa un ottavo del volume del modello attuale e, soprattutto, sarà assemblato qui negli USA.”
Sfortunatamente, Cupertino ha glissato sui tempi di rilascio al pubblico, ma è molto probabile che novità in tal senso seguiranno nei prossimi mesi, e comunque entro la fine dell’anno. In linea coi rumors di dicembre 2012, questo è il primo Mac dopo tanti anni ad essere stato completamente progettato e assemblato negli Stati Uniti.

venerdì 7 giugno 2013

Amazon accusa Apple

Continua a tenere banco l’argomento legato al procedimento del Dipartimento di Giustizia americano contro Apple, accusata di aver fatto cartello sul sistema di prezzi degli ebook. Nella giornata di ieri è toccato ad Amazon testimoniare, e inevitabilmente le dichiarazioni sono rimbalzate in giro per Internet: la società fondata da Jeff Bezos ha infatti accusato Apple di aver ostacolato Kindle con la sua politica, andando così a danneggiare l’ebook reader targato Amazon.
Nel dettaglio, Amazon ha criticato la proposta di Apple di passare a un modello di mercato in cui fossero gli editori a fissare i prezzi piuttosto che i rivenditori, intendendo con questa danneggiare appositamente le vendite di Kindle. A sostenerlo, il Vice Presidente del settore Kindle di Amazon, Russell Grandinetti, secondo cui nel 2010 dopo la proposta di Apple gli editori posero un “ultimatum” ad Amazon per cambiare il modello di business: o avrebbe abbracciato il “modello agenzia” di Apple, o Amazon avrebbe rischiato di ricevere in ritardo la versione ebook dei libri degli editori coinvolti.
Tra la società di Bezos e gli editori ci sarebbe stato in realtà un vero e proprio scontro, già descritto in passato dal CEO di Penguin, come sgradevole: la reazione di Amazon sarebbe infatti stata rabbiosa di fronte alle richieste degli editori, che dal canto loro avvertivano un vantaggio per Amazon a discapito del valore reale dei libri venduti su Kindle col modello preesistente. Dopo minacce e sospensioni temporanee, Amazon avrebbe poi capitolato, accettando l’accordo per il nuovo modello di mercato proposto da Apple e dagli editori coinvolti.
La difesa di Apple su queste accuse è legata alla salute del mercato degli ebook, migliorata dopo il proprio ingresso secondo l’azienda di Cupertino: la possibilità per gli editori di fissare il prezzo avrebbe infatti impedito ad Amazon di vendere i libri elettronici in perdita, pur di diffondere Kindle come base di lettura, favorendo la concorrenza non solo di Apple, ma anche di altre società come Sony e Barnes & Noble. La differenza nelle contrattazioni coi vari editori, e negli accordi poi stretti con essi, sarebbe inoltre un altro punto a favore di Apple, per dimostrare di non aver cospirato al fine di fare cartello contro Amazon.
Secondo gli esperti di diritto Mark Lemley e Pam Samuelson, però, il Dipartimento di Giustizia non avrebbe motivo di considerarsi sconfitto, in quanto i diversi tipi di accordo potrebbero essere in realtà una facciata con cui nascondere un’effettiva cospirazione. Tutto e il contrario di tutto, insomma: vedremo come andrà a finire.