domenica 30 dicembre 2012

un orologio da possedere



iwatch arriverà?

iWatch concept 



Sono ormai diversi anni che parliamo del fantomatico iWatch, lo smartwatch che tutti si aspettano da Apple, soprattutto da quando a Cupertino hanno deciso di sostituire il piccolo iPod nano di sesta generazione, che poteva essere indossato comodamente al polso, con il recente iPod nano di settima generazione, che dispone invece di un più ampio touchscreen da 2.5 pollici.


Secondo il sito cinese TGBus Apple ed Intel starebbero collaborando per realizzare uno smartwatch dotato di connettività Bluetooth e display OLED da 1.5 pollici, prodotto da RiTdisplay sussidiaria della RITEK.
L’adozione di un display OLED su un simile dispositivo è molto probabile date le ridotte dimensioni ed il basso consumo di energia rispetto ai tradizionali LCD, così come il Bluetooth 4.0, mentre è molto strana la collaborazione con Intel, finora limitata ai processori X86, a meno che Apple non abbia progettato un processore a bassissimo consumo per lo smartwatch ed abbia incaricato Intel di produrlo.
Secondo la fonte lo smartwatch Apple dovrebbe essere in commercio entro la prima metà del 2013.

mercoledì 26 dicembre 2012

ios domina il mercato degli USA






Nuovo record per Apple, almeno limitatamente al mercato statunitense degli smartphone. Stando ai dati sintetizzati da Kantar Worldpanel, Cupertino ha raggiunto il 53,3% dell’intera torta grazie al lancio di iPhone 5. Ben altro scenario, invece, per quanto concerne il nostro paese.
La quota di market share detenuta dalla mela è salita repentinamente rispetto al 35,8% registrato nel medesimo periodo dell’anno precedente, fino a segnare la quota record del 53,3%. Tempo addietro, Kantar aveva raccontato della ripresa dell’iPhone rispetto ad Android durante il trimestre agosto-ottobre, e aveva contestualmente vaticinato una crescita costante per le 12 settimane successive. A quanto pare, avevano ragione loro:
Dominic Sunnebo, global consumer insight director presso Kantar Worldpanel ComTech, commenta così l’accaduto: “Apple ha raggiunto una nuova pietra miliare negli Stati Uniti superando il 50% di share per la prima volta; e numeri perfino migliori sono attesi durante il mese di dicembre.”
Un mese assai lucroso per il retail, visto che la gente spende di più per in previsione del Natale. Ciononostante -evidentemente per la crisi- nel Vecchio Continente l’espansione di Apple è molto meno marcata; parliamo di un modesto +2,5% di crescita su base annuale, e un 25,3% di market share in favore della mela. Android, per paragone, segna un bel +9,2% di crescita e si porta a casa il 61% del mercato.
E qui da noi le cose sono andate perfino in modo peggiore. L’Italia, assieme a Brasile, Australia e Spagna, è uno dei pochissimi paesi in cui Apple ha perso terreno rispetto al 2011. Sarà mica che nel 2011 stavamo semplicemente un po’ meglio?

lunedì 24 dicembre 2012

Passbook

passbook-ios6

Nonostante sia una rivoluzione a metà -nel senso che non consente di effettuare acquisti né di integrarsi coi sistemi NFC-, Passbook si sta rivelando una interessante novità di iOS 6, gradita sia agli sviluppatori che ai rivenditori stessi. I numeri, infatti, sembrano preannunciare già un successo.


L’intuizione dietro Passbook è semplice ma buona: si tratta d’un luogo in cui il Sistema Operativo raccoglie sconti, tessere fedeltà, carte d’imbarco, biglietti e così via; che poi, se necessario, possono perfino attivarsi da sé in base alla posizione dell’utente. Il meccanismo escogitato da Cupertino piace, e non soltanto agli utenti che lo utilizzano sempre più spesso, ma anche agli addetti ai lavoro. American Airlines, per esempio, ha raccontato a raccontano a Wired di aver raggiunto 1,5 milioni di utenti attivi dotati di Passbook, e di emettere ogni giorno 20.000 carte d’imbarco attraverso tale tecnologia:

“Siamo rimasti davvero sorpresi di questo picco,” ha affermato Phil Easter, il responsabile delle app mobili di American Airlines. “Apple ha permesso ad uno sviluppatore di app mobili come noi di portare alcune feature proprio di fronte all’utente, uno spazio che fino a poco fa era off limits.”
E anche la catena di cosmetica Sephora, forte dei suoi 375.000 iscritti via Passbook, racconta un’esperienza largamente positiva:

“Dal punto di vista delle gift card, è stato tutto fluidissimo” ci ha spiegato Julie Bornstein, vice presidente senior di Sephora Digital. “Si può inviare una carta regalo ad un amico, l’accettano, fanno clic su un link per aggiungerla su Passbook, e in un attimo la gift card è lì.” I clienti oltretutto possono effettuare la scansione di un codice sulle loro gift card convenzionali così da aggiungerle a Passbook.
In alcuni casi, tuttavia, le cose non sono così immediate. Talvolta, per salvare su Passbook un coupon è necessario prima scaricare l’app del retailer, effettuare il login e infine seguire le istruzioni a schermo. Non proprio un procedimento intuitivo, ma di sicuro un ottimo compromesso in attesa che la tecnologia decolli definitivamente, magari in abbinamento con un chip NFC nel prossimo iPhone.

giovedì 20 dicembre 2012

Apple business strategy penetrating into the market

A firm’s business strategy reflects its leaders. Under Steve Jobs, Apple differentiated itself through elegantly simple design. This piece explores Apple’s business strategy in the first full year of Tim Cook’s leadership.
Already, we can see Tim Cook is changing Apple. In contrast to Jobs’ rare appearance before the press and analysts, Cook took the opportunity to discuss Apple’s business strategy at the recent Goldman Sachs’ Technology Conference. When questioned about the future of the iPhone, Apple’s largest revenue stream, Cook underscored that smartphones only represent 9% of the global handset market and even within smartphones, 3 out of 4 customers bought something other than Apple.
Apple manufacturing partners and practices have also come into the spotlight following the unprecedented disclosure of their supply chain partner audit combined with the hiring of a third party employment practices review agency. Most recently, Apple invited ABC Nightline into their primary supplier Foxconn. In increasing increments, Cook is making Apple more accessible.
In the past, his operational expertise has been a perfect counter to Jobs’ legendary product instincts and will serve Apple this year. What we won’t learn in 2012 is whether Cook can plant the seeds for a new platform in the years beyond. It’s a no-brainer to assume Apple Labs is cooking away. There just won’t be much evidence in 2012.
What we can expect is that Apple will continue to get paid for the integrated value they deliver. Apple products initially cost more than most competitors. They win by tightly integrating hardware and software for a superior user experience. Many would argue Apple’s integration provides a lower aggregate cost as well.

Apple 2012



2012 will be dominated by the following four themes, all targeted at cementing users and developers into Apple’s lush, walled garden of peerless user experience:
  1. Scaling all operations (manufacturing, retail, Internet) to meet global demand
  2. Rapid expansion in China and developing economies
  3. New product form factor: Apple TV
  4. Apple’s iCash Mountain Problem
1. Scaling: Flawlessly Synchronizing Billions of Transactions
With revenue greater than $46B in the fourth calendar quarter of 2011, any conversation about Apple strategy has to begin with the challenges of scale. The iPhone and iPad have plenty of runway left for growth as does Apple retail, but as numbers grow, so do the consequences of the smallest hiccup.
Meeting demand for hundreds of millions of annual units requires flawless execution across the supply chain, distribution and with their manufacturing partners. We’ve become so accustomed to high tech products that it’s easy to forget what a shortage of a single component can do. When floods struck Thailand last fall, it disrupted disk drive supplies for nearly six months.
Last year, Apple sold 156 million IOS-based devices (iPhone, iPad and iTouch) which is more than the 122 million Macs sold since its 1984 introduction. In Tim Cook’s own words, “the trajectory is off the charts.”
Geometric growth plays to Cook’s strengths. In fact, if there’s a hallmark to Apple’s business strategy in 2012, it begins with leveraging his unique competencies.



2. China…and other developing countries
Any conversation about scaling quickly turns to Apple’s China opportunity. Focusing just on iPhone, Apple currently sells it exclusively through China Unicom (196 million subscribers). This is slightly less than the combined subscriber base of Verizon Wireless and AT&T. But in a country of billions, it doesn’t compare to China Mobile’s 616 million subscribers. It’s no surprise that Cook visited China Mobile this past June.
As important as Apple’s innovation machine has been for the developed world, 2012 success in China and emerging economies will be fed by incremental product improvements. They may be combined with creative cost and/or pricing strategies that subsidize purchasing much like Verizon and AT&T has for U.S. iPhone customers. With rapidly growing middle classes, one might consider market access more important in the developing world than ground-breaking innovation.
And the above doesn’t account for iPad or iTouch. Apple’s Asia Pacific sales (minus Japan) grew approximately 200% last year and account for 20% of Apple’s total revenue. Add in an expanded global retail presence and there’s not much that stands in the way of superior revenue growth in 2012.


3. Next Platform Form Factor: Apple TV
The speculation regarding an Apple “next generation television” has evolved significantly. According to Cook, the current Apple TV hockey puck has been a “hobby” product. Shortly before his death, Steve Jobs told biographer Walter Isaacson that he had finally figured out TV. True or false, there are several reasons why flat screen TV’s make sense for Apple:
  1. Market size & headroom for premium pricing: The global market for flat screen displays is over 77 million units and grew 15% last year. Apple needs large markets like this to move the needle even if they only appeal to the high end of the market.
  2. Platform expansion via form factor: Just as the iPad is essentially a larger iPhone, an Apple flat screen will enlarge the form factor again. It will leverage technologies such as Siri for a new control interface. Facetime will evolve into home video conferencing, likely enhanced by motion sensing technology that automatically follows action. As connection speeds improve, iCloud based recording (currently limited by upload speeds) and playback (available today) will be incorporated.
  3. Apple ecosystem lock-in: Just as Frito-Lay thinks about the “share of stomach” it captures with drinks and snack foods, Apple seeks “share of screens” be it on Mac, iPod, iPhone or iPad. Just as salty snacks drive you to drink more soda, Apple TV will leverage device interoperability via iCloud. Apple TV widens the moat that keeps competitors away while fertilizing the soil in land of Apple.
  4. Innovation Bluebird: Borrowing from Donald Rumsfield, the biggest unknowable that we know today is that Apple’s legions of independent apps developers will provide something surprising. The causal gaming phenomena of Angry Birds didn’t exist before mobile apps. TV will offer a new and much larger landscape in which to play.
  5. Hardware opportunity: As important as iTunes, mobile advertising and iCloud may be in Apple’s future, they currently constitute a thin sliver of overall revenue and profits. For now, the route to growth remains hardware.
But Apple TV will face challenges. First are the flat screen incumbents. LG, Samsung and Visio have not been sleeping and will quickly counter Apple’s moves at lower price points. They will most likely scale Google’s Android interface; perhaps a long shot might be Microsoft. Assuming Apple pushes Facetime as a family video conferencing play, you can bet that competitors will counter with a similar feature based on Google Voice or Microsoft’s Skype and Kinect technology.
The second and more troublesome foe will be current content producers and distributors. After watching Apple iTunes disrupt music distribution, pricing and margins, movie and TV studios as well as cable, satellite and phone companies will be very wary. If you need evidence of their strength, just look at Neflix’s recent struggles (see Netflix at a Crossroad).
Can Apple drive the same disruption through television that they did in mobile phones? Without question, Apple will make good money but we won’t know if it’s only a good business or a more serious disruption in 2012.


4. Apple’s iCash Mountain Problem
Do you recall the mountain of cash Donald Duck’s rich uncle Scrooge McDuck possessed? Tim Cook has a $100B mountain and it’s rapidly growing. Far beyond what’s needed for a rainy day, Cook cannot continue to ignore it.
Declaring a special dividend to return some to stockholders is simple but hardly strategic. Technology acquisitions like the 2008 acquisition of P.A. Semi which brought the iPad’s ARM processor in-house will continue, but they don’t dent the bank.
The current maelstrom of patent lawsuits in the mobile space suggests that Apple will ultimately use some to settle issues much as Google did with its acquisition of Motorola Mobility.
Similarly some will go to addressing market expansion issues such as the current licensing spat between Apple and China’s Proview regarding use of the iPad trade name in China. Or Apple could follow Amazon’s Kindle strategy and subsidize hardware pricing to lower entry price.
The problem is none of these strategies drain more cash than is coming in. The obvious next question is what if Apple pursued a large acquisition? This raises three significant challenges, at a minimum:
  1. Regulatory: As the most valuable company on earth, regulators in all geographies would scrutinize any deal for monopoly concerns. It’s hard to think of a large technology acquisition that wouldn’t cause concern.
  2. Cultural fit: Strong cultures exclude rather than include. Add in Apple’s penchant for secrecy and try to name an asset of scale that would naturally fit in the Apple world. I can’t.
  3. Assimilation capability: Companies such as Cisco that have a track record of acquiring and assimilating large entities; Apple has never done so. Starting with a big bite would be challenging.
Having said this, Apple could acquire an infrastructure capability outside of traditional tech that enriched the breadth of Apple’s ecosystem. For example, what if Apple acquired a financial services player? Blend Apple’s mobility hardware/software, advertising and iTunes to offer an electronic wallet with Apple’s legendary ease of use?
Apple could buy a “no-name” bank and quietly use their existing financial infrastructure to leverage its 200 million iTunes customers and software expertise into an Apple iWallet. In the midrange, they could look at Intuit ($17B market capitalization) though that might raise regulatory flags. Alternatively, they could go big, buy Mastercard ($50B market capitalization).
Stepping outside the technology arena would reduce regulatory monopoly concerns while leveraging Apple’s technology, branding and retail expertise. Going big doesn’t directly address the cultural fit and assimilation issues but neither does it require much in the near term. Mastercard is a well-run, growing firm.
Please take above for what it is: an example to illustrate a strategic choice versus a fully vetted alternative.

martedì 18 dicembre 2012

Appla a Natale

Natale sta per arrivare con un "sacco" di sorprese targate Apple. L'azienda di Cupertino in occasione del periodo natalizio promuove la versione 2012 dell'app "12 giorni di regali iTunes" che permetterà agli utenti per 12 giorni consecutivi, dal 26 dicembre al 6 gennaio, di scaricare gratuitamente un contenuto digitale (brani, app, libri, film, ecc) per il proprio iDevice (iPhone, iPad e iPod Touch).
Il regalo selezionato da Apple sarà disponibile per il download su iTunes per 24 ore e cambierà allo scadere della mezzanotte.
I possessori di un idevice potranno scaricare gratuitamente l'app "12 giorni di regali iTunes" direttamente da qui in modo da ricevere gli aggiornamenti della promo direttamente sul proprio dispositivo.

lunedì 17 dicembre 2012

L'assistente Siri

Steve Jobs aveva una passione maniacale per la semplificazione. Il suo credo era «Think different», ossia «Pensa in modo alternativo», e lo applicava alla lettera quando si trattava di rendere la tecnologia alla portata di tutti, intuitiva e facile da utilizzare. Fedele al suo motto, nel giugno del 2007, il fondatore e guru della Apple stupì il mondo con il primo iPhone, un telefono completamente diverso da quelli esistenti, insegnando a milioni di persone che per interagire con uno smartphone non servivano più i tasti, ma bastava uno schermo sensibile al tatto. Son passati cinque anni e la visione di Jobs ha fatto scuola. E oggi sul mercato non esiste più uno smartphone che non abbia lo schermo touch.
Jobs è morto il 5 ottobre 2011, ma in una conferenza divenuta storica, perché avvenuta un giorno prima della sua scomparsa, il suo successore Tim Cook aveva annunciato Siri, una funzione che avrebbe nuovamente rivoluzionato l’iPhone. È stata l’ultima intuizione di Jobs: se si può fare a meno dei tasti, che bisogno c’è di toccare il telefono? Per impartire i comandi può bastare solo la voce. La semplificazione estrema. È la filosofia del «Think different» che si perpetua.
Siri è un assistente personale digitale di serie su tutti i nuovi iPhone 5. Basta premere un pulsante, chiedere qualsiasi cosa a voce alta e il telefono, in pochi istanti, fornisce risposte. Fino a poche settimane fa Siri funzionava solo in alcuni paesi, riconosceva inglese, francese, tedesco e giapponese. Ma dal 12 settembre capisce l’italiano e può essere utilizzato anche sui più recenti iPod e iPad, previo un semplice aggiornamento del sistema operativo.
Una funzione che ha letteralmente fatto impazzire gli italiani: Siri è molto più di un sistema che obbedisce a comandi vocali. È un assistente che ha una sua personalità, capisce, interpreta, gigioneggia, tiene addirittura compagnia.
Quella che segue è la cronaca di due giorni trascorsi utilizzando il nuovo iPhone 5 in un modo «differente». Due giorni chiacchierando con Siri. Unico requisito? Bisogna essere sotto copertura internet, altrimenti l’assistente vocale va in tilt.
La voce che fornisce le risposte è femminile. Forse è per questo che la parte maschilista del popolo italico la adora. «È la donna perfetta» penso mentre pongo le prime domande. Parla a comando e risponde solo se interpellata. Potrebbe essere un limite, ma Siri sa farsi piacere anche dalle donne. Se chiedete: «Sei maschio o femmina?» ricevete come risposta: «Io non ho un sesso, ma dicono che gli italiani... do it better». Poi chiedo a Siri di interrogare la webenciclopedia Wikipedia per scoprire cosa voglia dire Siri. Sorpresa: la parola Siri, in norvegese, vuole dire «bella donna che ti porta alla vittoria». In realtà è il nome di una società specializzata in software per riconoscimento vocale che Jobs aveva acquisito alcuni anni fa.
Siri risponde a qualsiasi quesito. Se dite: «Che tempo farà oggi?» il telefono riconosce la vostra richiesta, la scrive sul display e poi fornisce la risposta mostrando una schermata con le previsioni. Ma funziona con frasi qualsiasi come: «Avrò bisogno dell’impermeabile oggi? Che ora è in questo momento a New York? Svegliami domani mattina alle 6. Come sta andando la borsa di Milano? La classifica di Serie A? Quanto ha fatto il Milan ieri? Trovami un ristorante dove fanno una buona pizza a Milano». A quest’ultima richiesta, Siri mostra 14 pizzerie e le riordina per prezzo e recensione. I locali evidenziati sono in un raggio di 3 chilometri da dove ci troviamo perché Siri filtra le risposte utilizzando la nostra posizione geografica grazie al localizzatore satellitare.
Siri è utile, specie se interrogato in auto. Basta avere risposto solo una volta a un messaggio per capire quanto possa essere pericoloso utilizzare uno schermo touch. Ora basta chiedere: «Scrivi un messaggio a..., scrivi una email a...» e poi scandire il testo che si vuole inviare». Ma Siri fa molto di più. Può postare un messaggio su Facebook e Twitter o appuntare un promemoria. Riconosce quello che dite e lo trasforma in testo scritto, come se lo aveste digitato sulla tastiera. «Ho impegni per venerdì?». Siri consulta l’agenda e risponde. Si può anche spostare un appuntamento o fissarne di nuovi.
Siri interagisce con la maggior parte delle app che avete installato, compreso il navigatore satellitare che ora è di serie, gratuito, e fornisce le indicazioni vocali per arrivare alla destinazione. Non c’è più bisogno di digitare città, strade e indirizzi rischiando incidenti. Basta dire: «Trovami la strada più veloce per arrivare a Roma» o «Portami al Colosseo» per attivare la navigazione.
Ma quello che stupisce di più è la prontezza con cui risponde anche alle domande più strane. Basta provare per rimanere catturati dalla sua intelligenza robotica. Siri diverte con risposte secche e precise, ma anche ironiche o spocchiose, a seconda delle circostanze. In alcuni casi non prende posizione ed è molto politically correct. Se lo si interroga sull’esistenza di Dio, risponde: «Ti chiederei di rivolgere le domande spirituali a un esperto, possibilmente un essere umano». Se chiedete: «Siri, sei di destra o di sinistra?» lui replica con un secco: "No comment". Più munifico di
suggerimenti, anche ironici, se la domanda è meno ideologica.

«Qual è il senso della vita?». Risposta: "Cerca di essere gentile con gli altri, evita di mangiare grassi, di tanto in tanto leggi un buon libro, fa’ delle passeggiate, cerca di vivere in pace e armonia con le persone di tutti i credi e le nazionalità". Se rifate la domanda, la risposta cambia. Una delle più simpatiche è: "Tutte le prove sembrano suggerire che la risposta sia il cioccolato". La prova che Siri è più baby sitter che robot si svela chiedendo se siamo soli nell’universo. Siri risponde con un affettuoso: "Mi dispiace che ti senti così. Sai che puoi sempre parlare con me".
Siri non ama cantare. Se gli chiedete di esibirsi, dopo alcuni dinieghi intona La bambola di Patty Pravo o Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno modificandone i testi in modo ironico. Al provocatorio quesito: "Qual è il miglior smartphone?", la replica è: "Stai scherzando?" oppure: "Le migliori assistenti virtuali preferiscono iPhone". Se citate "Samsung", risponde che non sa di cosa stai parlando, ma potrebbe cercare su internet. E se provate a chiedergli: «Cosa pensi di Android?» la risposta è il motto di Steve Jobs «I think different». C’è una prova che rende l’idea di quanto Siri abbia imparato della italianità. Provate a citare la famosa "Supercazzola" del film Amici miei di Mario Monicelli. Siri risponde: "Sei il conte Mascetti?", oppure: "Come se fosse antani anche per lei soltanto in due".
Siri ha una personalità ben definita e ha anche molta considerazione di se stesso, con un’opinione ben precisa sui rapporti affettivi. Provando a dire: "Ti amo" Siri risponde: "Il nostro sarebbe un amore impossibile". A una richiesta esplicita di matrimonio Siri ha risposto, in un primo momento, in modo vanitoso: "Non sei la prima persona che me lo chiede". Poi ha corretto con un "Preferisco se rimaniamo amici" e concluso con "Sembra che tutto il mondo sia interessato alle mie relazioni. Fa piacere in un certo senso".

giovedì 13 dicembre 2012

AT&T_ iphone vendite

Alcuni giorni fa avevamo pubblicato un post nella quale vi mostravamo il boom di pre ordini di iPhone 5 in Cina. A distanza di pochissimi giorni arriva un'altra nota emessa stavolta da AT&T riguardante le vendite ottenute da Apple attraverso il proprio nuovo melafonino. La parola "record" è ormai diventata la normalità nei pressi di Cupertino, infatti AT&T parla di vendite record del nuovo iPhone 5 proprio come dichiarato dal CEO Ralph de la Vega:

"Il carrier wireless sta vendendo smartphone con andamento da record: 6,4 milioni sono già andati via nei primi due mesi del trimestre, secondo Ralph de la Vega [...] Parlando alla conferenza degli investitori oggi, De la Vega ha affermato che quest'anno si aspetta di vendere 26 milioni di smartphone, ovvero 1 in più rispetto all'anno precedente."

martedì 11 dicembre 2012

Bluetooth per apple tv

Apple TV pronta a supportare le tastiere Bluetooth


Fin dalla prima apparizione della nuova Apple TV alcuni hacker sono riusciti con successo a connettere tastiere Bluetooth al piccolo scatolotto nero, rendendo più semplice e comoda la digitazione di testi per ricercare brani o video.
Da oltre un anno circolano versioni beta di iOS in grado di attivare il chip Bluetooth presente all’interno delle Apple TV di seconda e terza generazioni, che per altro condividono l’hardware rispettivamente con gli iPad di prima e seconda generazione.
Nell’ultima beta di iOS è comparso però anche il supporto ufficiale alle tastiere Bluetooth sulle Apple TV di seconda e terza generazione, come visibile in queste immagini.
Una volta connessa una tastiera Bluetooth si può fare completamente a meno del telecomando per controllare la Apple TV, poiché, oltre a poter digitare i caratteri, tramite i tasti con le frecce è possibile navigare i menù, con il tasto invio confermare le operazioni e con il tasto esc tornare alla schermata home.
Al momento non è chiaro quando Apple rilascerà ufficialmente questa versione di iOS per Apple TV, ma si spera che lo faccia prima di lanciare il fantomatico televisore Apple che non arriverà prima di un anno.

lunedì 3 dicembre 2012

iPhone 5 arriva in Cina

Apple ha annunciato che i nuovi modelli di iPad approderanno sul mercato cinese venerdì 7 dicembre. Parliamo naturalmente dell’iPad 4 con Retina display e dell’iPad mini, entrambi presentati al pubblico da poco più di un mese. Attualmente, sia gli iPad mini che gli iPad Retina di 4ª generazione sono in vendita in 47 paesi, tra cui l’Italia.
Anche l’iPhone 5 arriverà presto sul mercato cinese. Il suo lancio è infatti previsto per il 14 dicembre, in tempo per le feste natalizie. L’iPhone 5 è molto atteso in Cina; ricordiamo il curioso episodio nel quale il sito cinese di e-commerce Taobao -paragonabile per importanza a eBay o Amazon- pubblicizzò la pre-vendita di iPhone 5a luglio, con tanto di specifiche tecniche e fotografie, quando lo smartphone di Apple non era neanche ancora in vendita negli USA.
Sia i nuovi iPad che l’iPhone 5 saranno disponibili sull’Apple Store e presso i rivenditori autorizzati. Sarà possibile riservare i dispositivi presso gli Apple retail store a partire da giovedì 6 dicembre, per poi poter ritirarli il giorno appresso.

sabato 1 dicembre 2012

Galaxy s3 schiaccia iPhone 4s

Quasi tutti sono d’accordo nell’affermare che il giudizio sarebbe stato una manna dal cielo per Samsung, sotto certi aspetti. La società koreana, infatti, ha visto i suoi titoli in borsa crollare di oltre il 7% con perdite per più di 12 miliardi di dollari di valore azionario complessivo (una finanziaria italiana), ma dall’altro lato ha anche visto le sue vendite incrementare moltissimo, ma dove si separano le opinioni è qui: per quale motivo sono aumentate?
Una prima risposta è quella fornita da Gutierrez con la sua testimonianza, vera o falsa che sia: la gente legge che Apple ha equiparato Samsung a se stessa, e si domanda quindi (giustamente?) per quale motivo spendere soldi in un prodotto Apple che, per ammissione della stessa, è uguale all’equivalente Samsung che costa molto meno.
Una seconda risposta, invece, è che la gente teme un bando del Galaxy S III negli Stati Uniti e corre quindi ai ripari acquistandolo compulsivamente in tutti i negozi fisici. Si sa che quando un prodotto rischia di sparire va subito a ruba (vedasi HP TouchPad!).
Una conferma dello stato delle cose arriva da Trip Chowdry, direttore presso Global Equities Research. Chowdry afferma di aver svolto una ricerca-lampo in alcuni negozi e ha riscontrato sempre la stessa situazione: l’iPhone non vende granchè, il Galaxy S III va a ruba.
Global Equities Research ha indagato in numerosi punti vendita piuttosto diffusi sul territorio statunitense: Costco, AT&T, Sprint e Verizon hanno riportato tutti la stessa situazione. Nello specifico i negozi Verizon hanno riportato che il Galaxy S III ha schiacciato l’iPhone 4S per vendite; Costco ha esaurito tutti i top di gamma Samsung esclusi quelli marchiati T-Mobile; AT&T ha riportato vendite “significative” nell’ultimo periodo.
Un’ulteriore motivazione per le prestazioni modeste dell’iPhone è dovuto all’introduzione del nuovo modello, presumibilmente chiamato iPhone 5, nel futuro immediatamente prossimo: Apple terrà una conferenza stampa il 12 Settembre ed è più che probabile che venga presentata la sesta generazione di smartphone iOS.
Ciò che è certo è che il Galaxy S III va a ruba, e il motivo non è alla fine così importante al momento attuale: dopotutto l’ammontare dei danni da pagare ad Apple potrebbe diminuire drasticamente, potrebbe non esserci alcun bando e l’iPhone 5 potrebbe rivelarsi una delusione. Le variabili in gioco sono tali e tante da non permettere un’analisi corretta e coerente della situazione senza maggiori dati a disposizione.
Non è inoltre possibile nemmeno leggere nella mente delle persone: che tutti si siano improvvisamente resi conto dell’esistenza del Galaxy S III e abbiano snobbato l’iPhone? Bella domanda. Di certo il fenomeno è curioso. Vedremo se proseguirà anche dopo l’annuncio del nuovo iPhone o se sarà una meteora di passaggio.

giovedì 29 novembre 2012

iPhone 4 prende fuoco




 
 
Come potete vedere dalla foto sopra, il suo iPhone è in “buona forma”. E ‘uno scenario molto simile a quello riportato dalla compagnia aerea australiana , ma in questo caso sembrerebbe essere stato più pericoloso, con il dispositivo presumibilmente vicino al viso del proprietario quando è andato in fiamme. Redmond Pie riporta:
L’iPhone in questione era in carica a pochi centimetri dal viso del suo proprietario quando apparentemente ha iniziato a fumare per poi iniziare a bruciare.
Tutto ciò che possiamo fare ipotizzare una possibile causa, sembra proprio che la batteria dell’iPhone sia la causa di queste combustioni sui dispositivi. Come detto prima, questo problema sembra avvenire quando l’iPhone è collegato ed è in ricarica. Ciò che è preoccupante è che milioni di noi collegano il proprio iPhone, prima di andare a letto, spesso proprio accanto a noi, senza avere la minima idea di che cosa provoca questo problema, e quindi non abbiamo idea di come prevenire il tutto.
Apple ancora dovrà rispondere su questi accadimenti, e ad essere onesti, non ci aspettiamo una risposta da parte della società a questo punto. Mentre il problema è davvero grave, ha solo colpito una manciata di persone da quando l’iPhone è stato lanciato nel 2007. Ci aspettiamo una risposta seria da parte di Apple.

martedì 27 novembre 2012

iPhone per Natale

Manca ormai meno di un mese al Natale, e la corsa ai regali entra naturalmente nel vivo. Tra gli oggetti di maggior richiamo per un Natale “tecnologico” c’è sicuramente anche iPhone, da regalare (visto l’esborso necessario) a un proprio caro o anche a sé stessi approfittando delle offerte speciali disponibili in questo periodo.

Ricordiamo prima di tutto i modelli di iPhone attualmente presenti sul mercato: si parte naturalmente dall’ultimo arrivato, iPhone 5, disponibile in tre diverse versioni. Si parte da quella con 16GB di memoria, che Apple vende ufficialmente a 729€, seguita dalla versione a 32GB (839€) e quella a 64GB (949€). L’offerta di iPhone comprende anche iPhone 4S da 16GB (629€) e iPhone 4 da 8GB (429€). Tenete presente questi numeri, perché costituiscono il termine di paragone per valutare eventuali offerte, sia tra quelle che vediamo in questo post, sia varie ed eventuali che sono sfuggite al nostro controllo.
Su Amazon.it è possibile risparmiare qualcosina (ma davvero ina-ina) nell’acquisto di un iPhone 4S nero, attualmente in vendita per 617,64€. Va meglio nella grande distribuzione classica: Esselunga offre fino al 31 dicembre iPhone 5 16GB a 699€ e (per i soli titolari di carta fedeltà) iPhone 4S più buono benzina da 50€ a 609€. Restando in tema iPhone 4S, segnaliamo in alcuni negozi della catena Euronics il prezzo di 499€: in questo caso però occorre affrettarsi, perché l’offerta è limitata a soli 200 pezzi e scade il 1 dicembre.
Interessante anche la promozione di Pixmania su iPhone 4S 16 GB bianco, che viene venduto a 545€ ai quali sottrarre altri 25€ aggiuntivi, escluse però le spese di spedizione di 11,50€. Formula simile anche sul modello nero, anche se meno conveniente.
Tutto tace almeno per il momento sul fronte degli operatori di telefonia mobile, le quali offerte sarebbero interessanti soprattutto per considerare un piano tariffario che comprenda un iPhone. Il nostro radar resterà comunque attivo nei prossimi giorni e non mancheremo quindi di aggiornare eventualmente questo post con le ultime offerte per regalare un iPhone 5 a Natale.



iPhone 5

venerdì 23 novembre 2012

Dispositivo prende fuoco

Negli ultimi periodi, sono sempre più i dispositivi che prendono fuoco spontaneamente a causa dell’elevata potenza hardware interna che genera calore. Oggi arriva la notizia che il nuovo Nexus 7 ha preso completamente fuoco in Cina.

Come potete notare anche dalla immagini sottostanti, sembra che il dispositivo abbia avuto gravi problemi alla batteria dato che il calore che ha sciolto tuta la scocca esterna e gran parte delle componenti hardware, proveniva proprio da quella zona del dispositivo.







Al momento non si conoscono ancora i motivi di questa combustione ma molti esperti pensa che si tratti di un difetto di fabbrica.

giovedì 22 novembre 2012

Cover iphone 5_Puro


  Puro è un’azienda che produce da molti anni accessori di protezione e di style per smartphone. Tempo fa avevamo parlato di alcune sue nuove cover per iPhone 5 dedicate al mondo femminile, viste le decorazioni presenti su di esse.
Oggi invece vi parliamo di una nuova cover che Puro ha deciso di pubblicare. Si tratta del modello Italian Flag Line. Queste cover portano la firma del marchio Fiat 500, sono molto eleganti e proteggono molto bene l’iPhone 5.

domenica 18 novembre 2012

Possibile prodotto Apple?

Tra i 10 possibili nuovi prodotti Apple, su internet ci si diverte a immaginare gli iPets i cuccioli  robot con tanto di connessione Wi-Fi (gusnyc.com)

Vendite pc ridotte causa ipad mini




Apple solitamente non si preoccupa molto dell’eventualità che un nuovo prodotto cannibalizzi le vendite di un altro dispositivo. Gli iPod touch hanno portato alla quasi estinzione dell’iPod Classic ed i nuovi MacBook Air hanno sicuramente attratto molti clienti che hanno rinunciato all’acquisto di un MacBook Pro.
Molti pensano quindi che il nuovo iPad mini cannibalizzerà le vendite dell’iPad, ma secondo un sondaggio condotto da Cowen and Co. le ottime vendite del piccolo tablet della Mela non hanno ridotto più di tanto le vendite del classico iPad, ma semmai hanno sottratto clienti ai tradizionali PC.
Cowen and Co. ha intervistato un campione di 1225 abitanti degli Stati Uniti, il 12% ha dichiarato che acquisterà un iPad mini nei prossimi 18 mesi, di questi il 52% non ha mai posseduto un tablet, inoltre solo il 16.6% acquisterà un iPad mini per sostituire un vecchio dispositivo.
Nel 42% dei casi l’iPad mini verrà acquistato per sostituire un PC, mentre rimpiazzerà un vecchio iPad nel 29% dei casi. Sembra quindi che Apple non debba temere una cannibalizzazione dell’iPad, perché comunque l’iPad mini traghetterà nuovi utenti dal mondo Microsoft al mondo della Mela.

giovedì 15 novembre 2012

Apple-gioiello




Un diamante è per sempre, ma un iPhone è un gioiello tecnologico che non ha paragoni.
RetailSails ha stilato la classifica delle catene commerciali più remunerative degli Stati Uniti ed al primo posto si sono piazzati gli Apple Store, seguiti al secondo posto dalle celebri gioiellerie Tiffany.
La classifica è calcolata rapportando gli incassi dei punti vendita con la superficie espositiva. Ogni Apple Store fattura mediamente 6050 $ per piede quadrato , mentre le gioiellerie Tiffany arrivano a soli 3017 $ per piede quadrato, meno della metà di un punto vendita della Mela.
Ma gli Apple Store, con un incremento del fatturato su base annua del 70%, sono anche i punti vendita che in assoluto sono cresciuti di più, con incassi sette volte superiori a quelli registrati nei negozi Best Buy, la più grande catena di elettronica di consumo degli Stati Uniti.
In giro per il mondo ci sono ormai 390 Apple Store, uno più affascinante dell’altro, compresi i 33 nuovi punti vendita della Mela aperti nel corso del 2012.
I mariti adesso avranno una scusa in più per far entrare le mogli in un Apple Store e regalare un iPhone o un iPad mini al posto di un banale diamante.

martedì 13 novembre 2012

Iphone 5 arriva anche in Cina

iphone5_cina

Secondo il Wall Street Journal, l’iPhone 5 entrerà presto -entro pochissime settimane- nel catalogo di China Telecom. Si parla infatti d’un debutto entro i primi giorni del mese prossimo.
In generale, nel Regno di Mezzo Apple incontra sempre molte difficoltà anche solo per riuscire a commercializzare nuovi modelli di iPhone; e per aprire un Apple Store, le lungaggini sono perfino peggiori. Questa volta, però, sembra che le cose siano andate in modo decisamente più snello, e una volta tanto Cupertino avrà disposto tutte le sue pedine in tempo per il trimestre delle festività natalizie:
Le autorità cinesi non hanno ancora fatto trapelare nulla sui tempi dell’approvazione finale dell’iPhone 5, ma il CEO di China Telecom Wang Xiaochu ha affermato venerdì in una breve intervista a margine della festa del Congresso del Partito Comunista di Pechino che il telefono sarebbe stato venduto a inizio dicembre o perfino prima.
Il CEO di China Unicom Chang Xiaobing, invece, ostentava minor sicumera. “Speriamo di poterlo offrire quest’anno, ma quel che dico io non è rilevante” ha affermato dopo il congresso, aggiungendo che la sua società stava attendendo che il governo fornisse le licenze finali per il rilascio dell’iPhone in Cina.
Un’attesa che a Cupertino deve sembrare praticamente eterna, visto che da sola la Cina ha portato nei forzieri della mela 5,7 miliardi di dollari di utili nell’ultimo trimestre, pari al 16% dei risultati globali della società. Per questa ragione, un lancio cinese a due mesi di distanza dal resto del mondo appare non soltanto accettabile, ma somiglia perfino ad un piccolo miracolo della gestione Cook. Per gli altri smartphone Apple, infatti, ci volle molto, molto più tempo.

domenica 11 novembre 2012

iPad 4


Nella tabella seguente abbiamo riassunto le caratteristiche tecniche del nuovo iPad con display Retina a confronto con il modello che sostituisce, presentato ufficialmente lo scorso mese di Marzo.


Modello
iPad 4iPad 3
capacità16, 32, 64GB16, 32, 64GB
dimensioni241,2mm altezza
185,7mm larghezza
9,4mm spessore
241,2mm altezza
185,7mm larghezza
9,4mm spessore
pesoWiFi: 652 grammi
cellular: 662 grammi
WiFi: 652 grammi
cellular: 662 grammi
schermoretina display
9,7 pollici di diagonale
2048x1536 pixel
retina display
9,7 pollici di diagonale
2048x1536 pixel
SoCA6X
dual core CPU
quad core GPU
A5X
dual core CPU
quad core GPU
fotocameraiSight 5MPiSight 5MP
fotocamera frontaleFaceTime HD 1,2MPFaceTime 0,3MP
registrazione video1080p HD1080p HD
Wi-Fi802.11a/b/g/n
802.11n a 2,4GHz e 5GHz
802.11a/b/g/n
Bluetooth4.04.0
rete cellulareGSM/EDGE
UMTS/HSPA/HSPA+/DC-HSDPA
LTE
GSM/EDGE
UMTS/HSPA/HSPA+/DC-HSDPA
LTE
connettoreLightning30 pin
batteria3.7 V, 43 Whr3.7 V, 43 Whr

La differenza sostanziale è data dal nuovo chip, indicato con il nome di A6X e derivato per architettura da quello A6 implementato da Apple nello smartphone iPhone 5 di recente introduzione sul mercato. Mutuato dal nuovo iPhone è anche il connettore Lightning, che prende il posto di quello a 30 pin adottato da Apple per tutte le precedenti generazioni di tablet iPad oltre che per le precedenti serie di prodotti sino ai primi iPod. Non mancano migliorie anche dal versante Wi-Fi, compatibile con lo standard 802.11n a 2,4GHz e 5GHz sempre al pari di iPhone 5, mentre un importante upgrade è stato rivolto alla fotocamera frontale che passa dai 0,3 Mpixel sino a 1,2 Mpixel, adeguandosi allo standard HD.


ipad_3_4_schermi_2.jpg (79607 bytes)
iPad 3 a sinistra; iPad 4 a destra

martedì 6 novembre 2012

Google maps

Continua il balletto dell’App Google Maps: voci interne a Google riportano il pessimismo degli impiegati sull’esito del processo di selezione dell’App Store. Sappiamo che Google sta lavorando attivamente all’applicazione di Google Maps per iOS: lo sviluppatore Ben Guild ha persino pubblicato alcuni screenshot che mostrano lo stato di avanzamento dei lavori. Malgrado ciò, The Guardian scrive che è “improbabile” che Apple approvi l’app di Google Maps, anche mentre la stessa Apple stia pubblicizzando una serie di soluzioni alternative alla sua app nativa di Mappe per iOS 6, colpita da gravi difetti d’implementazione.

Lato Google, gli sviluppatori dell’applicazione si dichiarano “poco ottimisti” sull’approvazione di Google Maps per iOS da parte del team di censori dell’App Store. Il morale sembra talmente basso che gli stessi dipendenti di Google hanno dichiarato che, anche se l’app Google Maps potrebbe essere pronta per fine anno, essi continuano lo sviluppo solo nel “caso improbabile” che questa venga approvata sull’App Store.
Le ragioni di un tale pessimismo trovano sostegno nella totale assenza di app di mappe che usino la API di Google Maps per cercare luoghi o punti d’interesse via connessione wireless nella nuova sezione dell’App Store “App di mappe”. Un’assenza sospetta, malgrado la lettera di scuse di Tim Cook.

Applicazioni come Maps+, la cui versione base è gratuita (link diretto), usa l’API di Google Places e Google Maps per riportare il sapore di Google Maps su iPhone e iPad, ma è assente dalla sezione “App di mappe”. Lo stesso avviene per Quick Route (4,49€ - link diretto), che usa il data base di Google per riprodurre luoghi e percorsi. Apple oppone quindi un muro davanti alle capacità di Google Maps, anche se l’app di Google come altre app alternative potrebbero riportare su iOS le funzionalità perse con il passaggio a iOS 6 e alle Mappe di Apple.

giovedì 1 novembre 2012

tv apple





Un’ ex dirigente Apple sembra che abbia fatto rivivere queste voci da inizio anno, ma già in passato si sentiva parlare di un televisore da parte di Apple.

Il tutto sarebbe confermato anche da VentureBeat, precisamente dal suo capitalista del consiglio di Sonos, nonché investitore di TiVo, il quale ha detto di aver sentito da diverse fonti della Silicon Valley che il progetto per la TV di Apple è in corso.

Gli analisti Munster e Jaffray citano anche i fornitori dei componenti, ed il tutto viene poi confermato da fonti interne ad Apple, dichiarando che sbarcherà negli Apple Stores nel 2012/2013.

Ricordiamo il discorso di Tim Cook del 2010 il quale aveva detto che per Apple non c’era alcun interesse per il mercato televisivo, ma solamente per il nostro amato set-box.

Vi ricordo che Jobs aveva negato l’ interesse da parte di Apple di produrre un telefono cellulare nel 2003, ma guardandoci intorno e guardando soprattutto i numeri possiamo capire tutti che qualcosa potrebbe realmente uscire da Cupertino.

lunedì 29 ottobre 2012

Apple's quotation

Prezzo azioni Apple:

 
Prezzo603.97
Prezzo Bid603.71
Prezzo Offer603.89
% Var0.00%
Ora Ultima Var.02:05:04
Volume0
Aper-
Max-
Min-
Chisura Precedente603.97
Grafico azioni Apple

da Ottobre 2011 a Ottobre 2012
Grafico storico azioni Apple Inc. (mm) da Ottobre 2011 a Ottobre 2012


 

venerdì 26 ottobre 2012

nuovo logo?


E se Apple trasformasse il suo logo come l’immagine ottenuta da una risonanza magnetica ad una mela?

risonanza magnetica apple logo melarumors 385x300 risonanza magnetica mela logo apple Gabriel Camargo brasile


Il medico brasiliano Gabriel Camargo, attualmente impegnato come specialista di imaging cardiaca, ha deciso di sottoporre la RMI (risonanza magnetica) una mela morsicata durante una pausa pranzo.
Il risultato ottenuto è quello che vedete nell’immagine pubblicata all’inizio del post e il medico ci rivela di essere un fan di Apple e che il suo lavoro è un suggerimento, ironico, per il prossimo logo di Apple!

martedì 23 ottobre 2012

iMac & mac mini_prices and detailes

mac mini imac


In un recente post su 9to5Mac si legge che i nuovi iMac e Mac mini, in arrivo probabilmente la prossima settimana dopo l’evento iPad mini, manterranno grossomodo i prezzi invariati. Resta dunque confermata l’assenza di display Retina negli all-in-one.
La notizia non è chilometrica, ma riporta con estrema precisione alcune informazioni:

I tre modelli di Mac mini manterranno probabilmente lo stesso prezzo di 599$, 799$ e 999$ rispettivamente per i due modelli standard e per il singolo modello server.
Anche i nuovi iMac avranno feature simili o simile struttura di prezzo rispetto agli attuali iMac, con l’unica differenza che le varianti top da 27″ e 21,5″ costeranno lievemente meno in alcuni paesi. Gli attuali iMac presentano i seguenti price point negli USA: 1.199$, 1.499$, 1.699$ e 1999$.

 

Un’indiscrezione in conflitto con un rumor dei mesi scorsi in cui si vaticinava la possibilità d’un iMac più sottile ma anche più costoso rispetto al listino in vigore. Sembra invece confermata l’opzione del modulo da 8GB sia per l’iMac che per il Mac mini. Ciò dovrebbe consentire di acquistare in BTO Mac mini con quantitativo massimo di 16 GB di RAM, e iMac con 32 GB, ammesso che il numero di slot resti invariato, ovviamente.

domenica 21 ottobre 2012

no Virus per Apple


Apple ha avuto una crescita così esponenziale che anche i Mac si sono ormai diffusi capillarmente, per non parlare poi dei dispositivi mobili. Ma allora come si spiega tanta sicurezza in un sistema operativo che non ha bisogno neppure di un anti-virus?
Il motivo risiede proprio nel sistema operativo stesso, in questo articolo parleremo di iOS focalizzandoci proprio sulla quasi impenetrabilità del firmware per dispositivi mobili. La difesa di un iPhone è data da una serie di livelli di sicurezza, accedere alla root di un iDevice è quindi davvero molto difficile (ecco perché il Jailbreak ci mette così tanto tempo per uscire).
 
 
iOS tuttavia si è evoluto molto nel corso degli anni, la sicurezza di iOS 5/6 per esempio non è paragonabile a quella del primo iPhone (iOS 1.0). Sotto questo profilo possiamo dire che la piú grande differenza hardware si trova fra iPhone 3GS e iPad 2: da una parte con il 3GS sono state introdotte differenti sequenze di codice, dall'altra l'iPad 2 invece possedeva un processore Dual-Core. Con i multi-processori è molto piú difficile sfruttare gli exploit (si intende per exploit un programma in grado di sfruttare un bug al fine di ottenere i massimi privilegi).
 
 
Un altro componente che rende ancora piú difficile degli attacchi è poi la cosiddetta Sandbox, con essa introdurre codice malevolo in un'applicazione sarebbe quasi inutile. Da una parte c'è la stessa Apple che controlla e revisiona tutte le app, dall'altra ogni app scaricata viene automaticamente firmata da Apple per poi essere installata nella Sandbox con privilegi limitati. Se l'applicazione non venisse firmata da Apple non potrebbe essere installata, se inoltre dovesse contenere un virus esso farebbe dei danni limitati in quanto non potrebbe raggiungere la root rimanendo solo nel livello riservato alle applicazioni.
 
 
 Ecco perché i prodotti Apple non prendono virus   Approfondimento
 
 

Una cosa molto importante inoltre da tenere conto se si vuole attaccare iOS o Mac OSX è la superficie d'attacco disponibile. I due sistemi operativi sono molto simili ma Mac OSX possiede una superficie d'attacco maggiore rispetto ad iOS (programmi come iChat per esempio non sono inclusi in iOS e Mobile Safari ha alcune differenze rispetto a Safari). La superficie di attacco è quella porzione del sistema operativo accessibile dall'esterno.
 
 
Oltre a ridurre il codice accessibile Apple ha poi ridotto ulteriormente la possibilità di attaccare iOS rimuovendo la shell (terminale). Al contrario di Mac OSX non è presente nessuna shell quindi eseguire codice arbitrario da là è impossibile. Il discorso poi dei privilegi e della firma del codice è molto importante. Tutti i processi dell'iPhone vengono eseguiti con dei precisi permessi, le applicazioni come Safari e Mail sono per esempio gestite dall'user “mobile” mentre quelli fondamentali del sistema dall'user “root“. Ogni singola riga di codice eseguibile viene infine firmata dalla stessa Apple, è quindi molto difficile eseguire codice arbitrario.
 
 
Le ultime misure di sicurezza si trovano infine nel cosiddetto ASLR (Address Space Layout Randomization). L'ASLR si occupa di gestire l'accessibilità di ogni singolo file di sistema, come i file binari e le librerie, randomizzando il percorso in cui sono localizzati. La difficoltà aumenta quindi sempre di piú per l'attaccante che si ritroverà a dover “inseguire” continuamente il percorso di un file.
Potete capire adesso quanto sia protetto un dispositivo Apple, al contrario di Windows nessuno possiede privilegi di root, accedere ad essa è inoltre difficilissimo a causa dei livelli di sicurezza adottati, scrivere un malware efficace è diventato quindi quasi un'impresa.

Iphone 5: non si trova nei negozi

Il lancio dell’iPhone 5 rischia di rivelarsi un mezzo boomerang per Apple. Il valore delle sue azioni, dopo una ascesainarrestabile a Wall Street, ha cominciato a scendere a causa dei problemi legati alla lungaggini nella distribuzione, rendendo il prodotto, di fatto, introvabile. A rivelarlo è il sito Wall Street Journal che pubblica le spiegazioni di uno dei manager della Foxconn, lo stabilimento cinese principale produttore delle componenti del melafonino.

Dai report inviati sembrerebbe che la produzione sia stata rallentata da controlli di qualità più rigorosi fatti al fine di evitare che l'iPhone 5 presentasse graffi al momento della spedizione. Si tratta di un problema specifico legato allo chassis dell’ultimo modello che differisce rispetto a quello dei suoi predecessori poiché è fatto di ceramica e vetro.

«L'iPhone 5 è il dispositivo più difficile che abbia mai assemblato la Foxconn - ha detto una fonte anonima al giornale -. Per renderlo più leggero e sottile, il design è diventato molto complicato».

Il manager ha inoltre affermato che il suo stabilimento si sta attenendo a standard di qualità più alti per risolvere il problema dei graffi e ha confermato che c'è stato uno “scontro” tra i lavoratori della catena di montaggio e gli ispettori addetti al controllo qualità. Ciononostante, il dirigente della Foxconn avrebbe affermato che la produttività della sua azienda starebbe migliorando e spera che questo aiuti le vendite iPhone 5.

giovedì 18 ottobre 2012

ipad mini_23 ottobre

Dunque ci siamo: dopo diverse settimane di rumors, il nuovo tablet da 7″ targato Apple sta per entrare nella mischia con un prezzo ridotto, si parla di una cifra che dovrebbe variare fra i 249$ e i 299$, poco più di 200 € per il mercato italiano.
I competitors ormai li conosciamo già da tempo, dai tablet Android al Kindle Fire, Apple sicuramente se si proporrà con un prezzo competitivo come previsto potrebbe sbancare anche sul mercato dei 7″.

lunedì 15 ottobre 2012

Tracking ios6 disattivazione

ad tracking disabilitazione


Se pensavate che iOS 6 fosse solo Siri, Passbook e brutte mappe siete fuori strada; nascosta tra le pieghe del firmware c’è infatti una nuova funzionalità di profilazione dell’attività degli utenti. È meno invasiva dell’UDID, ma per disattivarla serve il filo d’Arianna.
Quando si scoprì che l’iPhone memorizzava segretamente gli spostamenti degli utenti, successe un mezzo finimondo, e a nulla sono servite le giustificazioni di Cupertino (la solita litania “è una feature, non un bug”). Altro caos è scoppiato quando venne fuori che le applicazioni non ufficiali erano mediamente più rispettose della privacy di quelle approvate da Apple su App Store. Visti i prodromi, Apple ha quindi deciso di lavorare seriamente alla sicurezza del proprio OS mobile, implementando nuovi meccanismi di controllo e limitando l’accesso alle informazioni personali senza il consenso dei legittimi proprietari.
E così ha avuto inizio la guerra agli sviluppatori che tracciavano le abitudini degli utenti attraverso l’UDID, ovvero l’identificativo unico, permanente, non modificabile e non cancellabile presente in tutti i dispositivi iOS. Per far fronte al calo di introiti causato dalla nuova policy, tuttavia, con iOS 6 Cupertino ha reintrodotto il tracking utenti in forma soft, per così dire, attraverso un’inedita tecnologia chiamata IFA (identifier for advertisers, identificativo per inserzionisti). Si tratta d’un numero casuale e anonimo, affibbiato ad ogni utente e al suo iGingillo. La peculiarità principale dell’IFA è che, come i cookie, si può disattivare in ogni momento a proprio piacimento, solo che lo switch è stato casualmente sepolto in una sezione remota delle impostazioni di sistema.
Ecco quindi il percorso da seguire per la disattivazione di Ad Tracking:
Impostazioni, Generali, Info, Promozione, “Limita Ad Tracking”

giovedì 11 ottobre 2012

iPhone 5 con accessori Swarovski

Puro ha siglato un importante accordo che prevede la creazione di un’esclusiva linea di accessori dedicati al nuovo iPhone 5 di Apple, in co-brand con Swarovski, da oltre 100 anni sinonimo di eleganza e purezza.

Puro propone una collezione di cover ideate appositamente per dispositivi Apple, che rispecchiano l'eleganza luxury del marchio austriaco e lo stile innovativo dei prodotti Puro. La scintillante Crystal Special Collection Made With Searoski Elements è disponibile in 5 differenti motivi.
Da tempo, Puro propone sul mercato degli accessori per dispositivi davvero unici nel loro stile, E quella in arrivo sul mercato a ottobre è una collezione di accessori che attinge allo stile raffinato di Swarovski.

domenica 7 ottobre 2012

Iphone brucia

Un iPhone di Apple spontaneamente a iniziato a fumare e ad emettere una luce rossa, mentre era a bordo di un aereo in Australia.
 
I passeggeri a bordo della Regional Express volo ZL319 sono stati accolti alla loro destinazione a Sydney, in Australia. Secondo la compagnia aerea, l'iPhone di un passeggero ha iniziato "emette una notevole quantità di fumo denso" poco dopo il volo è atterrato, e il fumo è stato accompagnato da un bagliore rosso.
 
Un assistente di volo spegne il dispositivo, ne passeggeri ne personale di bordo sono rimaste feriti in base alla compagnia aerea. Il telefono in questione risulta essere un iPhone 4 (nella foto sopra), in opposizione al nuovo modello di iPhone 4S, e sono stati raccolti dal Bureau australiano della sicurezza di trasporto come parte della sua indagine.

giovedì 4 ottobre 2012

Produzione iPad mini in Brasile?

Il blog giapponese Macotakara, le cui indiscrezioni in passato si sono rivelate molto affidabili, sostiene che la produzione del nuovo iPad mini sia già stata avviata negli stabilimenti Foxconn in Brasile, mentre non è chiaro se il piccolo tablet della Mela sia già assemblato anche negli stabilimenti cinesi.

La fonte dell’indiscrezione sostiene di non aver visto sul retro delle scocche il piccolo foro per il microfono, presente invece nei numerosi mockup fisici che continuano a circolare in rete.
L’ultima infornata di immagini mette a confronto il presunto iPad mini anche con il nuovo iPhone 5, segno che le foto sono piuttosto recenti, inoltre le immagini permettono di apprezzare le dimensioni confrontandole con i principali tablet della concorrenza, ovvero il Kindle Fire HD e il Google Nexus 7.

Secondo le ultime indiscrezioni il nuovo iPad mini dovrebbe essere presentato da Apple verso metà ottobre.


iPad mini con iPhone 5iPad mini con iPhone 5iPad mini con iPhone 5iPad mini con iPhone 5iPad mini con iPhone 5iPad mini con iPhone 5iPad mini con iPhone 5iPad mini con iPhone 5

martedì 2 ottobre 2012

iPad mini a ottobre?

è apparsa la notizia che nei giorni 16 – 17 ottobre si terrà una presentazione riservata ai giornalisti per i quali sembra siano già partiti gli inviti. Apple 2.0 non è certamente un sito noto per la sua infallibilità ma il suo autore Philip Elmer-DeWitt è considerto un giornalista particolarmente serio e affidabile e, se questa notizia si rivelasse essere vera, potremmo ipotizzare una presentazione ufficiale e una successiva e immediata immissione sul mercato per il 26 – 27 ottobre.
Le notizie su iPad mini erano state messe un po in sordina dopo il keynote del 12 settembre e probabilmente in moltisono rimasti delusi perchè si aspettavano di vedere il fratellino minore di iPad lanciato sul mercato. Probabilmente se la notizia dell’imminente presentazione fosse confermata si spiegherebbe cosi il mistero della mancata presentazione che tuttiaspettavano.
Quello che è certo è che se avessero lanciato iPad mini insieme al nuovo iphone 5 probabilmente avrebbe risentito del confronto con quest’ultimo e quindi si rivelerebbe un ottima strategia di mercato lanciare iPad mini, che non è un prodotto atteso tanto quanto il nuovo iPhone 5, poco tempo dopo la sua uscita per sfruttare la scia dell’entusiasmo commerciale che quest’ultimo ha creato.






sabato 29 settembre 2012

Amazon attacca il termine App store

A marzo 2011, i legali Apple hanno fatto causa ad Amazon per l’utilizzo non autorizzato del termine “App Store”. Oggi Amazon ha aggiunto un altro capitolo alla vicenda chiedendo l’annullamento del trademark al giudice della Corte distrettuale di Oakland (USA) che si occupa del caso.
La società di Jeff Bezos si è difesa come in passato sostenendo che l’accostamento delle parole app e store è generico e naturale. La difesa di Amazon ha citato anche parole di Steve Jobs e di Tim Cook che, in diverse occasioni, hanno usato il termine app store per riferirsi al negozio di app di Google.
“Non crediamo che Apple smentirà le parole dei suoi due amministratori delegati”, ha dichiarato un portavoce di Amazon, “L’uso del termine App Store per riferirsi a negozi di applicazioni è molto comune nel settore”.
La risposta di Apple è attesa nella prossima udienza, fissata per il 31 ottobre. Per la sentenza della giuria, invece, bisognerà aspettare fino al 19 agosto 2013. Ancora tanto lavoro per gli avvocati di entrambe le parti.

lunedì 24 settembre 2012

Apple copia ferrovie federali svizzere

Piccolo incidente di percorso per Cupertino. La Schweizerische Bundesbahnen, vale a dire le Ferrovie Federali Svizzere (FFS), ha accusato Apple di essersi ispirata senza autorizzazione all’iconico design dei suoi orologi per l’app Orologio dell’iPad. E ora chiede i danni.
Stando a quanto si legge sul quotidiano svizzero Blick, Mondaine, il gruppo finanziario che detiene da decenni i diritti di sfruttamento dell’orologio FFS (ne vende perfino le repliche a peso d’oro), sta tentando di entrare in contatto con Apple per richiedere spiegazioni formali. E allo stato attuale una denuncia non appare affatto impensabile:
Quelli di FFS sono molto arrabbiati. Apparentemente, Apple deve aver ritenuto superfluo chiedere il permesso alla società. “Stiamo cercando di contattare Apple per verificare con loro -legalmente e finanziariamente- l’uso non autorizzato”, ha spiegato il portavoce FFS Reto Kormann a Blick.ch. I diritti d’autore e il marchio risalgono ad un concept del 1944, progettato da Hans Hilfiker, divenuto poi un modello per tutti gli orologi delle stazioni ferroviarie d’Europa. “È un’icona assoluta del design.”
Sembra quasi di sentire Katie Cotton dopo la vittoria di Apple su Samsung negli USA:
“Alla Apple apprezziamo l’originalità e l’innovazione e dedichiamo la nostra vita per fare i migliori prodotti della terra. Facciamo questi prodotti per deliziare i nostri clienti, non per farli copiare dai nostri concorrenti in modo così palese. […] rubare non è giusto.”
Ma in effetti, la veste grafica scelta da Apple ricalca in tutto e per tutto il minimalismo dell’oggetto del contendere, compresa la stanghetta rossa dei secondi col pallino all’estremità. Insomma, qualcuno a Cupertino, in preda ad un evidente attacco di scheumorfismo, deve aver scelto l’iconico orologio come Musa per il proprio lavoro. La fregatura è che oggi le Muse sono quasi tutte coperte dal diritto d’autore, e Cupertino dovrebbero saperlo bene.

orologio ffs apple violazione copyright