giovedì 25 aprile 2013

multa a Apple

Apple ha deciso di accogliere la richiesta dei clienti, risarcendoli a seguito della mancata sostituzione di alcuni iPhone e iPod incriminati dai sensori di umidità.
 
iPhone Water LCI
 
In pratica all’interno di tutti gli "iDevice Apple, è presente un pezzo di nastro (detto sensore d’umidità) che segnala quando i vari iPhone, iPad e iPod entrano in contatto con i liquidi. Se questo accade il colore del nastro passa da bianco a rosa, invalidando automaticamente la garanzia. Alcuni clienti però hanno avviato una class action contro la società di Cupertino, negando di aver mai intaccato l’integrità dei loro iDevice difettosi con liquidi di alcun genere.
Alla fine della battaglia Apple, che si era rifiutata di sostituire i prodotti difettosi, ha concesso un risarcimento di 53 milioni di dollari.

giovedì 18 aprile 2013

Home su IPhone

Facebook Home, quella sorta di schermata interattiva opzionale liberamente installabile sui dispositivi Android compatibili, pone Facebook al centro dell’esperienza mobile, anche quando si passa ad altre applicazioni. L’idea di fondo, già contestata da diversi osservatori compresa Microsoft, è di poter interagire coi nostri amici in qualunque momento e a prescindere da quel che stiamo facendo, il tutto in un’interfaccia molto integrata col resto dell’OS.

Secondo Adam Mosseri di Menlo Park, tuttavia, ci sarebbero delle trattative in corso tra Apple e Facebook per portare Home su iOS, anche se al momento non è stato formalizzato alcun accordo. “Gli abbiamo mostrato quel che abbiamo creato” ha spiegato in una intervista a Bloomberg, “ma è una conversazione che va avanti ancora adesso.”
Durante la sessione di domande e risposte alla presentazione del prodotto, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha espresso vivo interesse in un porting su iPhone, ma ha anche aggiunto che una strada simile si rivelerà molto più complicata. Ammesso e non concesso che a Cupertino intendano implementare una feature simile -cosa che, se chiedete a noi, non accadrà mai, almeno in questa forma-, Apple vorrebbe certamente metterci il naso, e Home verrebbe snaturata:
“Potrebbe essere Home come potrebbe non esserlo” ha detto. “Potremmo perfino mantenere alcuni dei valori del design delle app iOS. Potrebbe tranquillamente finire così. Oppure potremmo limitarci a costruire la lock screen. Magari chiamandola in modo diverso da Home; potremmo chiamarlo in qualche altro modo.”
D’altro canto, è impensabile sperare che la mela metta a disposizione la propria piattaforma mobile a terzi, chiavi in mano. Le due non sono riuscite a mettersi d’accordo neppure per la fusione di Facebook in iTunes, cosa che ci ha regalato il flop di Ping; figuriamoci quindi che speranze hanno ora di farcela. C’è da dire che, benché tardivo, il lavoro di integrazione fatto con iOS 6 e Mountain Lion ci ha regalato discrete soddisfazioni, ma una cosa è l’integrazione, altro è l’aggiunta di uno strato software totalmente nuovo.
In ogni caso, Facebook sta tentando il colpaccio dove può. Pare infatti che stia corteggiando perfino Microsoft, grossomodo col medesimo intento; da Redmond a Cupertino, tuttavia, il no-comment è impenetrabile.

Vendite in aumento Mac

I dati relativi all’aumento delle vendite di computer Mac negli USA si riferiscono alla vendita al dettaglio. Va detto inoltre che il periodo iniziale dell’anno è tipicamente un momento di magra per Apple, dato che arriva dopo il boom delle vendite del Natale. Quest’aumento dei dati relativi alle vendite potrebbe indicare un interesse particolare dell’utenza in questo inizio 2013.
Bisogna considerare però che lo scorso anno l’andamento delle vendite dei Mac era stata un po’ particolare: nel mese di gennaio 2012 le vendite erano cresciute fino a toccare un aumento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2011, per poi ridiscendere nei mesi di febbraio e marzo. Che le vendite di Mac negli Stati Uniti siano cresciute molto meno del previsto a inizio 2012 è dovuto principalmente all’attesa dei nuovi chipset Ivy Bridge per i MacBook Pro, MacBook Air e iMac, visto che MacBook Pro e iMac da soli rappresentano mediamente il 50% dei Mac venduti.
Malgrado che le vendite di Mac in questo inizio 2013 siano del tutto soddisfacenti dal punto di vista dell’industria, rimangono alcune interrogativi sul perché di questo andamento a singhiozzo del mercato. L’analista Gene Munster ha una visione pessimista dei fatti: secondo le sue previsioni, le vendite di Mac a livello mondiale dovrebbero diminuire nel primo trimestre di circa il 5%. Se questo accadesse, si tratterebbe del secondo trimestre di fila per Apple dove i risultati sono in calo rispetto alla norma.
Il pessimismo di Gene Muster andrebbe però temperato se consideriamo che il calo delle vendite di computer è anche dovuto ai problemi di produzione che hanno riscontrato i nuovi iMac ultra sottili fino a un mese fa.
Gli iMac sarebbero quindi il prodotto che trascina le vendite di computer Apple nei mesi di febbraio e marzo: la disponibilità sempre maggiore ha fomentato la vendita dei desktop Apple. Un tale successo di vendite è da prevedere anche in Europa, dove la distribuzione degli iMac si è ora normalizzata ed è possibile vederseli consegnare in massimo 3 giorni.

domenica 14 aprile 2013

iPhone 6

Il suo ragionamento fila e non poco, l’iPhone 5s non sarà altro che un upgrade del modello attuale, molti utenti potrebbe quindi decidere di non acquistarlo e aspettare direttamente l’uscita del modello successivo.
Insomma, perché spendere molti soldi per un modello di smartphone “momentaneo” quando a distanza di pochi mesi potrebbe poi uscire l’iPhone 6? A questo punto Apple potrebbe decidere di produrre direttamente l’iPhone 6 ed eliminare l’idea dell’upgrade dell’iPhone 5 che forse non verrebbe accolto con l’entusiasmo che un nuovo melafonino merita.
Gli utenti, col passare del tempo, stanno diventando sempre più esigenti e si aspettano grandi cose da Apple, riuscirà l’azienda di Cupertino ad accontentarli e a prendere le decisioni giuste? Vedremo.

iRadio

iRadio, la settimana prossima la prima firma con le Major

Sapevamo già che Apple avrebbe lanciato un nuovo servizio Web entro l’estate. Lo dicevano tonnellate di rumors sull’argomento e lo suggeriva anche Katy Huberty della Morgan Stanley in seguito ad un colloquio col management della società. E a quanto pare l’ora è davvero giunta. Secondo The Verge, l’accordo per iRadio è praticamente cosa fatta e alla formalizzazione con Universal Music Group manca oramai una settimana.
Come ricorderanno certamente i lettori di Melablog, lo stallo nelle trattative era causato da considerazioni squisitamente economiche. Cupertino, in buona sostanza, pretendeva di corrispondere esattamente la metà delle royalties pagate da Pandora per un servizio analogo, ovvero 0,03$ ogni 100 canzoni inviate in streaming contro 0.06$. Questa volta, però, ad Apple è andata male:
Ora, Apple pagherà tariffe alla pari con quelle di Pandora, ha affermato una fonte. E dato l’enorme numero di utenti iTunes esistenti, il nuovo servizio è già considerato una minaccia immediata per Pandora.
Tempistiche certe, come al solito, non ce ne sono, ma se doveste chiedere a noi non avremmo dubbi: si parte questa estate, subito dopo la presentazione in pompa magna al WWDC 2013 di giugno. E subito dopo, aspettatevi pure il boom di vendite, download e pubblicità, perché sarà di quelli storici.
Certo, occorrerà valutare se e quali altre etichette si aggiungeranno alla festa. All’appello mancano ancora colossi come Warner Music e Sony Music Entertainment, senza contare quelle minori, ma la sensazione è che oramai il grosso sia stato fatto. Sembra poco, ma l’eventuale veridicità delle nostre previsioni dipenderà in toto da quest’unico particolare.

martedì 9 aprile 2013

Brevetti per fotocamere digitali

I brevetti relativi a due funzionalità specifiche per una macchina fotografica digitale su dispositivi mobile, ovvero la velocizzazione della messa a fuoco automatica sulla base del riconoscimento di un volto e quella della misurazione dell’esposizione dinamica, sono di proprietà Apple. È quanto ha deciso l’US Patent and Trademark Office, che ha concordato la registrazione all’azienda di Cupertino.
I due brevetti in questione sono il numero 8.233.789, denominato “sistema di misurazione esposimetrica dinamico basato sul riconoscimento facciale”, e il numero 8.233.078, descritto come utile “al miglioramento della velocità della messa a fuoco automatica usando la risoluzione e il riconoscimento di un oggetto”. Le domande presso l’ufficio brevettuale statunitense sono state depositate nell’aprile del 2012 e sono state, però, approvate solo adesso.
Il primo brevetto aiuta a migliorare, senza alcuna azione da parte dell’utente, l’esposizione di un’immagine digitale scattata, utile soprattutto in condizioni di illuminazione particolari in cui la luce dello sfondo è in contrasto elevato rispetto al soggetto da fotografare. L’invenzione targata Mela impiega comunque un software di riconoscimento facciale che la fotocamera utilizza per comprendere e applicare l’esposizione appropriata. In questo modo, l’utente deve semplicemente inquadrare un soggetto, o un oggetto, e scattare con il proprio dispositivo.
La proprietà intellettuale in questione contribuisce a rendere le fotocamere digitali presenti in iPhone e iPad di una maggiore facilità d’uso e più efficienti, nonché più ricche di funzionalità rispetto ai dispositivi fotografici entry-level.
L’altro brevetto viene invece descritto un metodo di messa a fuoco automatica che seleziona direttamente la porzione centrale del viso del soggetto e focalizza in maniera ottimale la lente della fotocamera digitale del device con la mela morsicata. Questa registrazione permette di risparmiare tempo, essendo decisamente più rapida dei comuni sistemi autofocus esistenti.

iWatch

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 Ce l’avevano Dick Tracy, l’ispettore Gadget e James Bond, ma presto l’orologio delle meraviglie potrebbe essere al polso di chiunque. O almeno di chiunque possa/voglia sborsare le cifre che Apple imporrà per un gadget da sogno. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal New York Times, la casa di Cupertino sta lavorando a uno smartphone da polso. Sarà fatto di vetro curvato e userà il sistema operativo iOS. Potrebbe contenere Siri, l’assistente vocale che ha rappresentato la vera novità delle ultime versioni di iOs; le mappe e addirittura monitorare le funzioni vitali di chi lo indossa. Ma più realisticamente potrà essere usato per i pagamenti via mobile con il software Passbook. Nessuno si è sbilanciato sulla data in cui Apple potrebbe annunciare il nuovo gioiello, ma l’anno scorso Corning, l’azienda che produce il vetro ultraresistente Gorilla usato sull’iPhone, ha annunciato di aver risolto i problemi tecnici che impedivano di curvare il cristallo e di aver creato Willow Glass, una superficie di vetro flessibile come un foglio di carta. Il nome più probabile? IWatch, naturalmente, e secondo gli investitori potrebbe soppiantare l’iPhone nel giro di una decina d’anni.

giovedì 4 aprile 2013

Vendite in calo

Il gigante Apple ha il fiato corto: alert sulle vendite di iPhone


- Anche la marcia trionfale di un colosso della tecnologia come Apple può conoscere momenti di difficoltà. Secondo le indiscrezioni raccolte in ambienti vicino alla società della Mela, Apple avrebbe infatti ridotto le ordinazioni di componentistica per i suoi iPhone sulla scia di risultati di vendita inferiori alle aspettative. In particolare, nel primo trimestre del 2013 - periodo in corso che termina a marzo - le richieste di schermi ai propri fornitori (Sharp, Japan Display e LG) sarebbero state tagliate della metà rispetto agli originali 65 milioni.

La notizia, che rimbalza dalle colonne del Wall Street Journal, arriva mentre la principale concorrente mondiale, la sudcoreana Samsung, dopo aver
superato le attese con i recenti conti, ha annunciato di aver venduto più di 100 milioni di unità di Galaxy S dal momento del lancio del primo modello, nel maggio del 2010. Nel dettaglio, i consumatori di cellulari intelligenti hanno acquistato finora oltre 25 milioni di Galaxy S, 40 milioni di Galaxy S II e 41 milioni di Galaxy S III. Apple ha impiegato quattro anni per tagliare questo traguardo con i suoi modelli di iPhone, un tempo maggiore rispetto a quello dei rivali. Se nel 2007 tutto il globo aspettava le mosse di Apple per adeguarsi alle continue innovazioni studiate a Cupertino, ora la musica sembra cambiata. Non solo Samsung, ma anche il più vasto mondo di smartphone
legati al sistema operativo Google Android e il segmento low cost spinto dai produttori cinesi quali Huawei sembrano aver fatto breccia nel predominio incontrastato della Mela. Non a caso è rimbalzata l'indiscrezione che la stessa società americana stia progettando un modello di iPhone a basso costo per far fronte alla crescente concorrenza. In questo contesto anche Nokia ha dato recentemente segni di vitalità con le evoluzioni dello smartphone Lumia.

D'altra parte l'ultima nata delle creature di Steve Jobs si è segnalata anche
per inconvenienti tecnici rilevanti, come quello delle mappe, che sono costati la testa di alcuni top manager vicini all'attuale numero uno Tim Cook. Nel terzo trimestre del 2012 Apple ha visto scendere la propria quota di mercato nel segmento degli smartphone al 14,6%, contro il 31,3% di Samsung. A cavallo tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 gli iPhone veleggiavano intorno al 23% del mercato.