domenica 16 settembre 2012

iPhone 5: prodotto in pessime condizioni

Il giornalista, della testata Shanghai Evening Post, si è finto operaio per ben 10 giorni, dopo aver risposto ad uno dei tanti annunci che Foxconn lancia in concomitanza con l'uscita di nuovi prodotti. Assunto nella fabbrica di Tai Yuan, il giornalista è stato sottoposto a dure leggi, una vera e propria ''piccola dittatura'' al quale doveva sottostare come in un regime militare. Oltre a questo, a destare ancora più preoccupazione, sarebbero le pessime condizioni igienico-sanitarie. I dormitori sono definiti come luoghi sporchi, puzzolenti e sovraffollati, con immondizia accatastata all'entrata di ogni porta, che nessuno si occupa di ritirare.
 
Tra scarafaggi e letti sporchi si arriva poi fino al luogo nel quale viene assemblato dagli operai l'iPhone 5. Qui, riporta il giornalista, ogni dipendente viene scannerizzato da un metal detector per garantire che nessuna notizia possa uscire dagli stabilimenti. Chiunque sia scoperto con addosso oggetti in grado di far fuoriuscire notizie viene immediatamente licenziato, senza nessun diritto di replica.
Il reporter, inserito nella catena di montaggio per il retro dell'iPhone 5, dice di aver subito punizioni (per aver lavorato troppo poco) e false accuse sulla qualità del suo lavoro. Oltre ad un clima pessimo per lavorare, ad aumentare il durissimo lavoro a cui sono sottoposte migliaia di persone, ci sarebbero anche i turni disumani che fanno accumulare negli operai stanchezza e stress.

 
Apple deve fare qualcosa.

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